Trovo interessante la conclusione di questo articolo di Luca Brambilla pubblicato sul “Il sole 24 ore”. Nel mondo manageriale, prendere decisioni complesse è una sfida quotidiana. Tuttavia, processi decisionali inefficienti possono generare sprechi enormi: secondo uno studio di McKinsey, oltre 530.000 giorni di lavoro persi e un aumento dei costi di manodopera di 250 milioni di dollari ogni anno.
Una soluzione efficace è rappresentata dalla co-progettazione, una tecnica anti-bias che ribalta il paradigma decisionale tradizionale. Anziché imporre una decisione, la co-progettazione invita i collaboratori a costruire soluzioni insieme. Questo approccio valorizza punti di vista diversi, stimolando creatività e innovazione, promuove un senso di appartenenza e responsabilità condivisa e riduce l’impatto dei bias cognitivi, favorendo decisioni più razionali e inclusive.
I bias cognitivi – come il pregiudizio di conferma o l’ancoraggio – possono influenzare negativamente le scelte, soprattutto in contesti complessi. Implementare tecniche come la co-progettazione permette di trasformare i processi decisionali in momenti di crescita collettiva; non si tratta solo di prendere decisioni migliori, ma di costruire un’organizzazione più resiliente e consapevole.

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