
Data inizio (approvazione) progetto: 11.04.2003
Data completamento progetto: 31.06.2004
Stanziamento: 2.150.000,00 €
Le disposizioni del DM del 23.4.98 prevedevano che venissero adottate le Migliori Tecnologie Disponibili (BAT Best Available Technologies) per il trattamento di effluenti liquidi che contengano microinquinanti quali diossine/furani ( 50 pg/l I-TE ), pesticidi organoclorurati (esaclorobenzene), PCB, IPA, prima di inviarli allo scarico nelle acque della laguna di Venezia.
Il progetto, realizzato in qualità di Engineering Manager, ha permesso di raggiungere l’obiettivo consistente nell’eliminazione dagli scarichi o la riduzione a quantitativi minimi degli inquinanti sopra citati.
La realizzazione ha comportato la richiesta di Licenza Edilizia per l’installazione di una nuova sezione di filtrazione a carboni attivi allo scopo di ottimizzare, secondo le migliori tecnologie disponibili, l’impianto di trattamento acque del reparto, permettendo l’abbattimento dei microinquinanti clorurati prima di inviare gli effluenti liquidi allo scarico.
La modifica prevede l’inserimento di un sistema di filtrazione a carboni attivi a valle della sezione di filtrazione a cartucce Pall esistente. Tale sistema è costituito da tre filtri a carboni attivi, due dei quali lavorano in parallelo ed il terzo in serie ai primi due. Di seguito ai tre filtri è poi inserito un serbatoio di accumulo dell’acqua filtrata per i controlavaggi dei filtri stessi, come indicato nello schema sottostante che riproduce il flusso delle acque di processo.

L’acqua filtrata è prelevata dai serbatoi di accumulo e inviata all’impianto di trattamento consortile di stabilimento SG31 tramite pompe utilizzate anche per eseguire i controlavaggi dei filtri a carbone. L’acqua dei controlavaggi è inviata al sedimentatore D 253, dove ha luogo la sedimentazione dei fanghi di controlavaggio contenuti.
Dai risultati delle sperimentazioni, ottenuti con l’impianto pilota, si è osservato che la filtrazione a carboni attivi è efficiente se la temperatura dell’acqua da trattare non supera i 45°C; inoltre, è richiesto che la temperatura di scarico delle acque non superi i 35 °C. Si è quindi reso necessario il raffreddamento delle acque inviate al trattamento con due scambiatori.
E’ di primaria importanza, inoltre, impedire l’arrivo al sistema di filtrazione a carboni attivi di composti clorurati con elevata concentrazione, per evitare che si rovinino i carboni attivi stessi e si abbia un superamento dei limiti allo scarico. Per evitare ciò si è inserito un serbatoio (D266) di accumulo dell’acqua inviata al trattamento, dopo il recuperatore di calore E225, che consente al liquido di avere un tempo di permanenza sufficiente da poter deviare le acque allo scarico di emergenza nel caso in cui venga segnalata la presenza di clorurati. Un nuovo cromatografo (ARA 211) analizza in continuo il flusso di acqua in ingresso al serbatoio D266 e al raggiungimento di un valore limite stabilito devia automaticamente attraverso una valvola automatica il contenuto del D266 alla vasca D205, onde evitare inquinamenti nella sezione a valle.
Per ridurre l’apporto in rame all’impianto biologico, migliorando la regolazione del pH delle acque provenienti dalla sezione di ossiclorurazione, è prevista l’installazione di un serbatoio separatore in pressione, il D264, che separerà i fanghi presenti nelle acque di processo. Il flusso in uscita dalla sezione di ossiclorurazione é costituito da circa 15 m3/h di acqua contenente 0.5 % di HCl disciolto, DCE, Tricloroacetaldeide (comunemente chiamato cloralio), e Rame come idrato. Tale flusso ha una temperatura di circa 100°C ed una pressione di circa 3 kg/cm2 e viene inviato alle colonne C202 di strippaggio dell’acqua. Il Cloralio, che deve essere eliminato, si decompone in Cloroformio e Formiato di sodio in ambiente alcalino a pH >8; nel campo di pH 8÷10 si ottiene la minima solubilità dell’idrato di rame.
Si è pertanto realizzato un sistema di controllo del pH così da mantenerlo costantemente al valore ottimale (pH > 8) sia per la distruzione del cloralio sia per ottenere una buona precipitazione dell’idrato di rame che rimane nella fase solida in quantità superiore alla situazione antecedente la modifica, ed in quantità minore disciolto nella fase liquida effluente inviata al trattamento successivo. La frazione solida viene separata dalla fase liquida tramite l’apposito serbatoio D264 dotato di separatore e pompa di estrazione.
Il serbatoio D 264 è stato quindi predisposto in maniera tale da permettere una regolazione fine di pH (set a pH=8) e la separazione dei fanghi contenuti nelle acque di processo per decantazione.