Voglio condividere con voi l’articolo di Sean Bolling, MA, LSSBB che affronta il tema di come il linguaggio che usiamo, soprattutto nei nostri processi interni e nelle discussioni strategiche, definisce realmente la nostra cultura aziendale.
Sean Bolling evidenzia una disconnessione comune: molte organizzazioni promuovono una cultura “people-centric” come accattivante slogan di marketing per attrarre talenti o clienti, ma spesso non sono veramente serie nell’adottare e coltivare tale cultura. Il problema, secondo l’autore, inizia spesso proprio nel modo in cui parliamo delle persone all’interno dell’azienda.
Ciò che mi ha colpito di più è l’osservazione che il linguaggio guida l’azione; azioni coerenti creano cultura. Questa affermazione rivela una verità fondamentale: creare una cultura autentica richiede che le nostre parole siano sempre sostenute dalle nostre azioni. Non basta usare un linguaggio orientato alle persone: dobbiamo tradurlo in decisioni e comportamenti realmente focalizzati sulle persone. Le parole senza azioni corrispondenti diventano promesse vuote, che alimentano proprio quel cinismo descritto nell’articolo.
Per chi gestisce persone e processi in ambienti manifatturieri complessi, il compito non è lamentarsi delle percezioni dei nostri team, ma capire cosa le sta causando e agire per cambiarle. La nostra squadra osserva ogni giorno se le nostre azioni sono coerenti con l’intento di una cultura “people-centric”. Ignorare questa coerenza può portare non solo a un meritato cinismo, ma anche all’incapacità di trattenere e reclutare i migliori talenti.

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